Remember me on this computer
Vincenzo Busa''s artist profile

VINCENZO BUSA'

Vincenzo's portfolio
Exhibitions/Events --Personali--

2001
“Aria per violoncello solo” presso la saletta “TRAM.sito artecontemporanea” di Acireale

1998
“Opera impura” presso “L’Espace moucharabia” di Catania

1994
Personale per l’Associazione Culturale “Amici dell’arte” a Catania.

--Collettive--

2006
"Arcani maggiori, le carte e l'arte",  Loggia della Fornace, - Pianoro Bologna,  Patrocinio del Comune  di Pianoro

2005
Manifestazione “50° Exposicio de flor,monuments, patis i jardins” -  Girona (Spagna)

2004    
“Insulare 2004” , partecipazione al Concorso d'arte organizzato dall’Associazione ISOLE e il comune di Messina.


2002    
«Studi aperti & Artisti associati», in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio culturale
« The Colours » 3à  Exposition collective de peintres italiens a Paris -  Galerie D’art  - Paris

2001
“Artisti d’Europa a Bologna” - Galleria del Centro Arte Bologna

2000
3° Mostra itinerante nel Trentino organizzata dalla Galleria del Centro Arte Bologna.

1996
“Arte in video” ,  mostra internazionale  a Miami organizzata dalla rivista Art Leader.
“Trofeo Medusa Aurea”  - Concorso Internazionale di pittura conferito dall’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma (AIAM).

1999      
Mostra collettiva organizzata dalla Galleria Centro arte Bologna

1995
“La Civita in Arte” presso l’Assessorato alla Cultura a Catania.
Rassegna d’arte contemporanea presso Hotel Artis a Vienna (Austria).
“Autunnarte ‘95” - Palazzo di Città di Acireale (CT).

1993
“Orizzonti”, 3à rassegna regionale di pittura organizzata dal periodico e dall’Accademia “Xiphonea” ad Acireale (CT).
Publications 2001
Pubblicazione su “Arte informazione” n.50 - (20 Novembre 2001) Catalogo ufficiale del Centro Arte Bologna.
Pubblicazione su “Arte informazione” n.11 - (2 Aprile 2001) Catalogo ufficiale del Centro Arte Bologna.

2000
Pubblicazione su “Arte informazione” n.1 - anno secondo (1 settembre 2000) bollettino del Centro Arte Bologna.
Pubblicazione su “Arte informazione” n.24  -  (15 Febbraio 2000) Catalogo ufficiale del Centro Arte Bologna.

1996
Pubblicazione nella rivista “Art Leader” della mostra arte in video “Art  Miami ‘96”

1995
Pubblicazione per il catalogo della mostra collettiva a Catania “La Civita in arte”.

1995
Articolo sul quotidiano “La Sicilia” e “La Gazzetta” per la mostra collettiva “Eliodoro”.

1992 - 93
Pubblicazione del progetto "lmmagine per un camino” in riviste d architettura e di design e nel libro "Intorno al fuoco". Il caminetto tra mito, storia e tecnologia” - ed. Electa.

1992
Pubblicazione nelI’inserto settimanale “Venerdì” del quotidiano “La Repubblica” col titolo “Happenings in Sicilia” per l’ estemporanea a Pettineo (ME).

1987
Contributo alla pubblicazione di Ilario Principe “Campane beni culturali in Calabria e Sicilia” Edizione Mapograf.

1985 - 86
Pubblicazione del progetto su "l’isolato di Messina” in “L’ isolato di Messina. 1° Simposio Internazionale di Progettazione “- ed. Medina.

1983
Pubblicazione del “Progetto d’insediamento abitativo per Piazza del Popolo in Reggio Calabra in “Esterni. Architettura, comportamenti, spazio civico”di O. Donin e F. Zagari - ed. Casa del libro, Roma.
Galleries/Agents
Email Address vincenzobusa[AT]yahoo.it
Website
Address Strada 17 Altarello, 93 - 95018 Riposto (CT)
Nationality Italy
Education
Date of birth 11.04.1960
Why make art? Vincenzo Busà, nato ad Acireale (CT) nel 1960. Si laurea in Architettura, presso la Facoltà di  Architettura di Reggio Calabria, sin dal 1986 lavora nell’ambito dei progetti di catalogazione dei Beni Culturali. Ha alternato, sin dall’87, l’attività dei concorsi d’architettura a quella delle mostre di pittura. Nel 1992, ha ottenuto il primo premio di Concorso Nazionale di design “Immagine per un camino” indetto dalla  Edilkamin (MI). Nel 1996 ha ottenuto il quinto premio per il Trofeo Medusa Aurea conferito dall’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma (AIAM).

.......

CON LA BENEDIZIONE DI THANATOS

Ricorda un alchimista folle e dissoluto Vincenzo Busà, con quel suo modo di rappresentare trasfigurando, di sciogliere e trasformare la materia e il colore, versandoli dal crogiolo ribollente delle sue disillusioni direttamente sulla tela.
E’ qui che appaiono i suoi torbidi soggetti femminili - spietatamente alterati, nella loro realtà, dalla sua evocazione - grazie ai colori, appunto, alle spatole e agli acidi, ma soprattutto alla sua irrefrenabile attrazione verso l’Abisso. Donne-fenomeno, prodigi del suo immaginario, luciferine messaline che sembrano reduci dal lungo esercizio del meretricio o dal mefistofelico accordo, comunque, prelevate direttamente dalla città di Dite, poste poi a guardia di grandi zone di colore estese e compatte - vedi i rossi furibondi - variate solo nella loro intensità cromatica. Nascono contornate da un segno nero, grezzo e assoluto le donne sconsacrate di Busà, riempite poi solo dalla forza vibrante del colore puro, successivamente diluito e dilaniato da sostanze acide e svernicianti che ci mostreranno la carne liquida, svelando non il loro, ma il suo mondo di oscure, splendide ossessioni.
Un modo di procedere disordinato, come tentativo sperimentale di decostruzione carnale - confessione immediata del proprio animo così ineluttabilmente sedotto nei riguardi del Caos -, un’arte antieroica e antierotica, giacché muove da nessun desiderio, se non da illeciti turbamenti.
Ma tutto ciò non gli (ci) impedisce di gustarne la nuova e morbosa organicità. Ogni suo ritratto femminile è come un passo di un lungo cammino mistico verso il raggiungimento del fondo della perdizione, dell’Abisso, del Caos. Eccessive, esuberanti, donne dallo sguardo sardonicamente ieratico, ipnotizzato e ipnotizzante, ci rendono una weltanshauung della stessa esattamente come la magnifica e infeconda castratrice della notte dei tempi.
Qui l’essere umano interessa solo come oggetto da osservare, quasi fosse un ritrovamento archeologico proveniente dal centro tellurico, ma emblema dell’impossibilità del piacere.
Eva nasce pura ma muore solennemente corrotta nelle opere di Busà; ogni virtù è piegata e sottomessa, tutto è coerentemente asservito alla creazione del suo ideale estetico del post umano, riportato col più profondo rispetto per le sproporzioni - come Arte Contemporanea vuole - e non manca di ricordarci l’inevitabilità della decadenza e della morte, ma l’autore è manifestamente compiacente con questa prospettiva.
L’eros è decaduto, è il dramma di un’antica, vetusta lussuria; le donne di Busà sono lo scheletro del tempo e l’archetipo di un eccitante orrore. Resa con il suo stile espressionistico e nutrita esclusivamente da atti spontanei, l’arte di Busà rivela quale rapporto di alienazione l’autore intrattiene col Femminile, mentre un’inquietudine annichilente ne rivela ossessioni e paure nascoste, proprie di un certo uomo contemporaneo.   hary daqua